Guida alle perizia calligrafiche

TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SULLE PERIZIE CALLIGRAFICHE E GRAFOLOGICHE

Questa guida nasce dalla volontà di fare chiarezza sui principali dubbi di chi si trova a volere (o dovere) richiedere una perizia calligrafica. Non sono perizie così frequenti, quindi è del tutto normale avere bisogno di informazioni e chiarimenti.

Come funziona? Che risultati posso aspettarmi? Come evitare di perdere tempo? Quanto costa?

L’obiettivo delle pagine di PeriziaCalligrafica.online è quello di fornire le informazioni più importanti riunite in unica guida. In questo modo il lettore può chiarirsi gli aspetti basilari ed essere in grado di fornire le giuste informazioni quando si rivolge ad un grafologo professionista.

In questa guida parleremo di “perizia calligrafica”, “perizia grafologica” senza fare distinzioni con altri termini che pur esistono (es.: perizia grafica, perizia grafotecnica, relazione tecnica etc…). Se ti incuriosiscono gli aspetti terminologici, qui troverai un approfondimento sulle definizioni di perizia!

 

Periziare una scrittura

Alcuni documenti sono interamente o in parte manoscritti (cioè scritti a mano): scritture private, testamenti, contratti, assegni, verbali, lettere anonime, etc. All’interno possono infatti esserci firme, sigle, testo scritto a mano.

La perizia calligrafica serve ad accertare se una (mano)scrittura proviene dalla mano di una data persona, cioè è autografa, oppure no.

Il grafologo forense è il professionista che svolge una serie di analisi molto complesse per valutare l’autografia di una scrittura. Il grafologo osserva attentamente il documento, anche grazie all’utilizzo di strumentazione tecnica che permette di cogliere i dettagli più nascosti della scrittura.

perizia calligrafica con perito grafologo calligrafo
Ecco cosa significa guardare bene da vicino una scrittura con un bel ingrandimento

Una perizia inoltre può riguardare aspetti non solo legati alla manoscrittura manuale. L’esperto grafologo è infatti capace di rilevare alterazioni e/o falsificazioni documentali (tecniche di stampa, contraffazione di assegni, contraffazione documenti ufficiali…) grazie a strumentazione tecnica ed esami particolari, quali ad esempio l’esame all’infrarosso o la lampada di Wood.

Con specifiche competenze o supportato da altri professionisti, il perito grafologo può occuparsi anche di analisi della carta, datazione dell’inchiostro, altri strumenti e superfici (bombolette, pennarelli su muro).

Non solo perizia calligrafica: i diversi tipi di consulenza grafologica forense

Normalmente si parla di “perizia calligrafica” intendendo genericamente un esame tecnico su una scrittura. Usano il termine “perizia” i clienti, gli avvocati, a volte i periti stessi.

E’ bene capire però che spesso con questo stesso termine possiamo anche intendere cose molto diverse, che vanno da un “semplice” parere verbale fino alla richiesta di assistere un cliente durante un processo!

La perizia calligrafica vera e propria

Con il termine perizia calligrafica (o più correttamente, grafologica) si intende generalmente un elaborato scritto in cui viene esposto l’esito di esami condotti per rispondere ad un quesito sull’autografia/autenticità di uno scritto o documento. Non c’è un numero di pagine o particolari requisiti da rispettare, diciamo che una perizia completa dovrebbe avere il requisito dell’esaustività, permettendo al lettore di seguire le rilevazioni e le argomentazioni del perito, fino alle sue conclusioni.

La perizia quindi è il risultato finale (scritto) di accertamenti ed analisi svolte da un esperto e riporta:

  • Note metodologiche
  • Esami tecnici effettuati e dettaglio della strumentazione tecnica
  • Immagini, anche ad alto fattore di ingrandimento, per illustrare i risultati delle evidenze emerse
  • Confronti e valutazioni

La perizia calligrafica può essere richiesta dal cliente o dall’avvocato, è bene però stabilire subito se è proprio una perizia ciò di cui il cliente ha bisogno… oppure piuttosto di un parere preliminare, di cui parleremo ora.

Quello che in realtà serve nel 90% dei casi: il parere preliminare

Il parere preliminare serve ad avere una valutazione tecnica della situazione prima che sia intrapresa una azione legale.

Più che un “prodotto” come nel caso della perizia, indica piuttosto l’azione dello svolgere un accertamento (accertamento di cui poi si potrà comunque dare evidenza scritta).

Un parere preliminare può servire ad avere evidenza di un convincimento personale (es. “quella firma non è mia”) oppure a comprendere veramente come stanno le cose in caso di dubbio (“possibile che quel testamento mi escluda del tutto?”).

Il parere preliminare è una vera e propria consulenza fornita dal grafologo professionista, con l’obiettivo di conoscere la verità. Le modalità di erogazione di questo servizio andranno definite con il professionista: la prestazione potrebbe riguardare il solo parere verbale, oppure può essere richiesta una certificazione scritta (anche in questo caso: potrebbe trattarsi di poche pagine o di un documento più esteso).

Spesso si parla di “perizia calligrafica” ma si intende “parere preliminare scritto”. L’importante, più che il tipo di relazione finale, è avere chiaro l’obiettivo finale!

IMPORTANTE: è opinione diffusa che un parere preliminare costi meno di una perizia, in ragione della sua forma sintetica e con meno immagini di una perizia completa. In realtà un parere preliminare richiede ugualmente molto lavoro! Un parere sintetico è composto di meno pagine rispetto ad una perizia, ma la fase di analisi e comparazione della scrittura è infatti la medesima di una perizia completa. Non potrebbe essere altrimenti. Diffidate sempre dei pareri facili e troppo economici.

La consulenza di parte nel processo (CTP)

In un procedimento civile o penale può  esserci la necessità di fare accertamenti tecnici che riguardano una scrittura (firma, testamento, etc). In questo caso il giudice affiderà questa valutazione ad un perito, scelto presso l’Albo dei tecnici del Tribunale. Si parla quindi di Consulenza Tecnica d’Ufficio svolta dal Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) nel Civile (o Perizia svolta da Perito nel Penale).

Il giudice quindi individua il “suo” perito e formula un quesito cui egli dovrà rispondere:

La firma è del Sig. Mario Rossi o no? Il testamento è autografo del de cuius? Il documento è una stampa o un originale manoscritto?

In queste situazioni ognuna delle parti, se lo desidera, potrà a sua volta incaricare un professionista di fiducia, che seguirà da un punto di vista tecnico gli interessi della parte. E’ il CTP (Consulente Tecnico di Parte).

In questo caso non serve che il consulente sia iscritto all’Albo dei tecnici del Tribunale, ma dovrà essere un professionista competente e presente sul mercato.

Il CTP viene nominato dalla parte. Da quel momento in poi lavorerà per far emergere la verità e per monitorare il corretto svolgimento dell’intero iter processuale, quindi che il Perito del giudice e il CTP della controparte “lavorino correttamente”.

IMPORTANTE: che il CTP lavori per la parte NON significa automaticamente che debba sostenere una tesi di comodo della parte! Diversamente dagli avvocati, che puntano a ristabilire una verità processuale, il grafologo si trova di fronte ad una verità tecnica: in altre parole, una firma è autografa o no. Non ci sono vie di mezzo. Non ci si può quindi aspettare che un professionista dica nero quando è bianco.

Come funziona una perizia calligrafica e cosa serve

Ci sono delle considerazioni di ordine generale che valgono in tutti i casi:

  1. Solo i documenti originali permettono di espletare un esame grafologico completo e approfondito. Infatti dall’originale si possono apprezzare i minimi aspetti individualizzanti di una scrittura, che in una copia non si possono vedere.
  2. Se gli originali non sono disponibili potete valutare insieme al grafologo la fattibilità di una perizia sulle copie. E’ il caso tipico dei pareri preliminari su documenti non in nostro possesso.
  3. Seguite le richieste e i consigli del grafologo. E’ il professionista che vi spiegherà cosa gli serve per lavorare al vostro caso specifico e che vi darà i giusti consigli. Ascoltatelo attentamente.

Il documento IN VERIFICA: il protagonista

Il “documento in verifica” è il documento o i documenti di cui va verificata l’autografia e/o la falsità. Può essere un testamento, un contratto, un assegno… Può contenere una firma, più firme, sigle, un testo…

Il perito calligrafo lo dovrà analizzare a fondo, ecco perché quando possibile bisogna permettere al perito di visionare gli originali (caso frequente: testamenti presso Notai, lettere anonime) o fornirne copia (la situazione più frequente nei pareri preliminari). Nel caso di esame su copia cercate ovviamente di fare avere al perito immagini di buona qualità: anche uno scanner di ufficio, o uno smartphone se usati con attenzione possono fornire immagini di discreta qualità.

foto sfuocate inviate su whatsapp per perizia
Foto sfuocate inviate su Whatsapp per una perizia? No grazie… neanche per un parere preliminare!

Il materiale COMPARATIVO: più importante di quello che si pensa

La perizia serve a identificare l’autore di una scrittura. L’unico modo per procedere ad una verifica dell’autografia è quindi avere materiale di comparazione, cioè materiale di cui sia certo l’autore. Non è possibile infatti definire se una scrittura è autografa senza poterla paragonare a scritture comparative di provenienza certa.

Detto altrimenti: non è possibile valutare se un testamento “è buono” oppure no, se il cliente non presenta scritture comparative del de cuius!

Il materiale comparativo deve essere:

  • Autografo;
  • Sufficientemente numeroso;
  • Preferibilmente coevo (dello stesso periodo del documento in verifica);

La scelta del materiale comparativo non è un procedimento matematico e non c’è una formula matematica per definire il numero di comparative che servono. Ad esempio è meglio 100 firme redatte tutte nello stesso momento o 10 firme in 10 momenti diversi? Potrebbe essere che con poche firme si riusce a lavorare, come no.

Anche in questo caso, sarà il professionista grafologo a guidarvi nella raccolta del materiale comparativo e a dirvi se le comparative sono adatte e/o sufficienti.

Il materiale comparativo condivide con il documento in verifica l’importanza di essere visto in originale.

Regole per aumentare l’efficacia di una perizia

  1. Anche se sei in fase preliminare, ragiona come se fossi in causa: non serve a nulla avere un preliminare bislacco o un mezzo parere. Anzi, rischi di proseguire in strade che poi non reggerebbero.
  2. L’impegno economico e di tempo è un investimento. Affrontalo sapendo che serve a poco un consulente “che ti da ragione”, diverso è farsi affiancare da un professionista in grado di darti un quadro completo e tutti i pro e i contro della tua situazione.
  3. Una perizia calligrafica è un esame complesso, che nasconde numerose insidie. Fornisci al grafologo sempre tutti gli elementi in tuo possesso
  4. Impegnati nella raccolta del materiale comparativo. Il professionista grafologo deve essere messo nella situazione di svolgere le sue analisi al meglio della documentazione disponibile da subito.
  5. Misurati con le aspettative: il grafologo vede quello che c’è e ti dice quello che risulta tecnicamente
  6. Rivolgiti sempre a un professionista (più avanti vediamo come trovare il grafologo giusto)
  7. Comprendi i limiti del giudizio (a questo dedichiamo il prossimo capitolo)

Certezza e limiti dell’esame grafologico

Quando si decide di rivolgersi ad un grafologo, ci si interroga su quale sarà l’esito dell’esame forense: è possibile ottenere risultati certi? La domanda riguarda in sintesi la capacità di una perizia calligrafica di trovare la verità. E con quale sicurezza.

Nelle perizie grafologiche il più delle volte la verità emerge in modo evidente e convincente. In altri casi l’esito dell’esame potrebbe anche risultare inconcludente. Ciò avviene proprio perchè l’oggetto di esame è qualcosa di dinamico come la scrittura e non una formula matematica.

Molto dipende anche dalla situazione in cui ci troviamo e dalla quantità e qualità del materiale disponibile, motivo per cui distinguiamo tra l’affidabilità della perizia a seconda della fase in cui ci troviamo.

Il grado di certezza nella fase preliminare

Spesso un esame preliminare è svolto in scarsità di materiale. Il documento in verifica è presente in copia. Il materiale comparativo è scarso (“i parenti hanno fatto sparire tutto!!!”).

In questa tipica situazione ci allontaniamo dalla situazione dell’esame “ideale” e il grafologo farà il possibile per giungere comunque ad un esito.

Il grado di certezza di una perizia calligrafica

E se avessimo disponibili gli originali? Se potessimo recarci presso pubblici uffici ad acquisire documenti autentici da usare come comparative?

Questa è la situazione che si ha durante un processo, quando il giudice predispone una consulenza tecnica.

E’ chiaro che si tratta di una situazione molto più agevole, se non altro perchè si può vedere l’originale e nei casi in cui l’autore è vivente sottoporlo anche ad un saggio grafico.

In questo caso certamente è possibile avere un quadro più completo e quindi spingere a fondo l’analisi grafologica forense.

Non bisogna mai dimenticare però che nonostante la grafologia forense adotti procedure scientifiche e rigorose, si tratta sempre di un processo euristico e che potenzialmente, quindi, anche di fronte agli originali potrebbero esserci casi dubbi.

Quanto costa una perizia calligrafica?

Togliamo subito il dubbio: non esiste un tariffario dei grafologi forensi per le perizie calligrafiche. Si tratta infatti di un libero mercato dove ogni professionista può richiedere quanto gli pare.

In rete è possibile comunque farsi una idea di qual è il range di costo e per questo motivo ne parliamo nel nostro articolo dedicato al costo delle perizie calligrafiche.

Ricordiamo sempre che svolgere questo mestiere in forma professionale – e non amatoriale – richiede studio, aggiornamento professionale, partita iva… e tutto ciò si rifletterà sui compensi richiesti. Dubitate pertanto di prezzi troppo bassi.

Come valutare la professionalità dell’esperto

Oggi grazie ad internet è possibile entrare in contatto con professionisti preparati.

Nel caso di un esame specifico come quello grafologico, però, ci possono essere dei dubbi su come valutare correttamente la professionalità di un esperto. Ecco i nostri consigli sulle variabili da considerare:

  1. Cercare in rete riferimenti all’attività del grafologo: reale presenza online, sito, curriculum, attività professionali legate alla grafologia forense
  2. Prendere con lui un contatto diretto e capire se vi fa una buona impressione: dovrete lavorare insieme, deve convincervi
  3. Non considerare l’anzianità un equivalente dell’esperienza: è un ambito in cui ci sono continue innovazioni e sempre più utilizzo di strumentazione tecnica. Un giovane può essere preparatissimo.

Il più grande errore che il cliente può fare

La professionalità di un perito grafologo NON si valuta ingannandolo. Forse averla passata liscia in qualche falsificazione durante la scuola fa pensare a qualcuno che la grafologia sia una scienza inesatta… ma non è così.

Alcuni clienti approcciano l’esame calligrafico con l’idea di convincere il perito di avere ragione: fornendo informazioni inesatte, materiale scarso e parziale, materiale di scarsa qualità. Il risultato, in fase di parere preliminare, è quello di avere una perizia destinata a sgretolarsi alla prova dei fatti.

Non è meglio avviare da subito un rapporto collaborativo, presentando la verità e capendo insieme al grafologo quali sono le reali possibilità?

 

 

 

Speriamo che questa guida Vi sia stata utile. Ci sono delle semplificazioni inevitabili per voler trattare un argomento così ampio. Visualizzate anche gli approfondimenti in altri articoli presenti nel nostro sito PeriziaCalligrafica.online

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