Perizia calligrafica o… Grafotecnica? Grafologica?

C’era una volta la “perizia calligrafica”.

Poi è arrivata la perizia grafologica, quella grafica, quella grafotecnica…

Tanti nomi diversi, ma quali sono le differenze?

Rispondere a questa domanda potrebbe essere anche molto complesso, perchè una risposta completa obbligherebbe a ripercorrere la storia della disciplina. Infatti, almeno in Italia, la storia dell’esame sulle scritture inizia da subito con il termine perizia calligrafica, da cui prende anche il nome il nostro sito periziacalligrafica.online!

Breve storia di un malinteso

Il termine <<perizia calligrafica>> ha designato per lungo tempo l’esame di una scrittura ai fini forensi, insieme a colui che è l’esperto di tale esame, ovvero il <<perito calligrafo>>. Tale terminologia, peraltro, è utilizzata tuttora in molti riferimenti giurisprudenziali e normativi.

Negli ultimi anni, tuttavia, il mondo della grafologia si è impegnato a rendere maggiormente affidabile la disciplina, anche mettendo in discussione i metodi precedenti e gli approcci non scientificamente rigorosi.

Si è iniziato ad affermare – correttamente – che in una analisi è necessario non limitarsi all’aspetto formale della scrittura (la forma delle lettere) ma bisogna analizzare la scrittura nel suo movimento dinamico (principio alla base della grafologia). Questo approccio è la specificità del metodo grafologico.

Il problema è che il “vecchio modo” di fare perizia, quello per cui si guarderebbe alla sola forma delle lettere, è stato definito “metodo calligrafico” adottato dai “periti calligrafici” (secondo alcuni insigni studiosi peraltro fraintendendo completamente l’approccio che i primi periti calligrafi avevano).

Comunque stiano le cose, da qualche decennio assistiamo ormai alla crociata contro le perizie “calligrafiche” ed i periti “calligrafi”.

In ambiente grafologico, e ancor più in contesto forense, qualsiasi riferimento alla “calligrafia” alza subito le antenne e contrattacchi di contraerea.

Pertanto oggi non troverete mai un professionista che voglia essere definito perito calligrafo. E nelle relazioni tecniche non troverete mai la denominazione “perizia calligrafica”, ma altre diciture, che tra poco vedremo.

Perizia attraverso la calligrafia o della calligrafia? Perchè non è sbagliato parlare di perizia calligrafica

Prima però cerchiamo di capire se l’utilizzo di questo termine è veramente errato, o se piuttosto è stata una risposta frettolosa al bisogno della disciplina grafologica di affermare la propria identità, creando un nemico che in realtà non esiste.

Ogni questione sarebbe presto superata se ci si rendesse conto che con perizia calligrafica NON si intende perizia condotta adottando il metodo calligrafico, ma semplicemente perizia DELLA calligrafia, cioè della scrittura. Calligrafia infatti significa sì bella scrittura (una cosa che oggi non si insegna più) ma indica per estensione l’atto di mano-scrivere attraverso un sistema alfabetico.

Questa posizione, sensata e che trova fondamento sia nella tradizione che nella semantica, è peraltro condivisa anche da alcuni nomi autorevoli, che evidenziano come il termine perizia calligrafica designa – semplicemente – l’oggetto di perizia.

Le poco pratiche alternative al termine “perizia calligrafica”

Inoltre, a voler rimuovere il termine “perizia calligrafica” dall’utilizzo tecnico, si verifica una situazione paradossale: tutto il mondo “normale” parla di perizie calligrafiche, laddove invece gli esperti di settore adottano altre terminologie che creano:

  • Confusione nella clientela, che non comprende se a tutte queste diciture differenti corrispondono realmente tipologie di perizie differenti
  • Malintesi, come quando alcuni adottano il termine “perizia grafica” e si definiscono “periti grafici”, non rendendosi conto che per il resto del mondo tali termini riguardano l’ambito grafica, marketing e comunicazione.
  • Fraintendimento nei modi in cui dare reale scientificità alla propria disciplina: lo status di scientificità si ottiene attraverso la ricerca, non “cambiando i nomi”

GRAFOLOGO: “Sono un perito grafico, faccio perizie grafiche!”

SCONOSCIUTO “? Nel senso che fai loghi?”

GRAFOLOGO “No, sono un esperto di scrittura!!!”

SCONOSCIUTO “Ah, ti occupi di comunicazione?”

GRAFOLOGO “No! non la scrittura intesa come testo, la scrittura… scritta!!!”

E così via…

Fraintendimenti all’ordine del giorno per chi si occupa di analisi e comparazione di scritture a scopo forense. Sarebbe stato sufficiente dire: “Sono un perito calligrafo”. Fine.

Perizia calligrafica è un termine chiaro, consolidato, che evita neologismi e incomprensioni con il resto del mondo, che poi è quello con cui bisogna relazionarsi. Le questioni sul metodo sono un’altra cosa: perizia calligrafica NON significa adottare il metodo calligrafico.